Ho deciso di scrivere due righe su un quadro che vedo per la prima volta. Cercherò di catturare le mie emozioni. Non conosco nulla dell'autore: in quale periodo sia vissuto, che vita abbia avuto, quali problemi abbia avuto ( di solito gli artisti hanno problemi). Non voglio andare a leggere le recensioni su wikipedia o su qualche altro sito specializzato che possono modificare la mia percezione. Quadro: Family Picture, 1920, Beckmann Vedo molta confusione. Dal titolo noto che si tratta di una "foto" di famiglia. Ambientato di sera o di notte, la nostra famiglia è composta da 6 persone da sinistra verso destra: il capofamiglia con la tromba in mano, la bella figlia con lo specchio in mano mentre si acconcia i capelli, la nonna assonnata, la mamma che divide lo sguardo tra marito e figlia, la zia triste senza marito che legge le ultime notizie sul giornale e infine il figlioletto in basso a terra. Una famiglia che vive in un unica stanza/casa in cui però ognuno occupa un proprio spazio ben preciso. Il disordine inizialmente percepito si è trasformato in una manvanza di spazio dovuto al fatto che la stanza è realmente troppo piccola per l'esigenze di 6 persone. La luce della stanza è distribuita ed è dovuta a diverse fonti: lampadario, porta candele, bottiglia, piattino ognuno con una propria candela accesa. Da un punto di vista geometrico le figure che occupano maggior spazio sono il capofamiglia, la ragazza e il bambino. E' sicuramente un ambiente triste, stretto, con poca luce in cui i colori neri dominano la scena. Artista occupa tutti gli spazi che ci sono: per terra (si trovano il bambino), sotto la sedia si trova un piatto, sotto la panca un gatto, sul tavolo diversi oggetti, sul mobile una pianta e un porta lampada, persino la superficie del pianoforte è occupata dal gatto e dal porta candela. Manca luce e manca lo spazio. Le due cose che normalmente riusciamo a trovare fuori dalla nostra abitazione. Quello che mi colpisce è il bambino che subisce queste "mancanze": è costretto a stare a terra e per poter leggere è costretto a mettere la testa nel libro. Cerca di stare comodo in ogni modo ma non ci riesce, talmente che mette le gambe nelle posizioni più impensabili.
lunedì 20 aprile 2009, 0.59.55

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